Tina Caramanico, autrice di Yeerida

Tra gli autori su Yeerida, oggi abbiamo intervistato Tina Caramanico, simpaticissima e autoironica tarantina, che dopo moltissimi traslochi al momento si trova in provincia di Milano. Insegnante laureata in lettere, scrive da sempre, ma solo dal 2011 ha iniziato a rendere pubblici i suoi scritti, finora soprattutto poesia e narrativa breve. Su Yeerida trovate Guida a Milano invisibile, edito da Nulla Die, e la raccolta Nell’altra stanza. Potete anche visitare il suo sito e il suo blog.

Ciao Tina Caramanico! Per iniziare, potresti raccontarci come hai deciso di diventare scrittrice?

Non è stata una decisione. Ho provato a non scrivere per un po’, ma non ce l’ho fatta.

Quali sono gli autori a cui ti ispiri o che ti hanno influenzato maggiormente?

Ho letto molto da bambina e da ragazza, e continuo a leggere molto ora, da adulta. Credo che tutti gli autori che ho amato abbiano lasciato qualcosa nella mia memoria, tracce che tornano fuori di tanto in tanto, che ritrovo sulle mie pagine, ma trasformate dalla mia esperienza e dalla mia voce. Quando le riconosco è come salutare un vecchio amico, fa piacere. Ma non posso dire di ispirarmi consapevolmente a un autore piuttosto che a un altro.

Qual è il momento in cui preferisci scrivere, la tua atmosfera preferita?

Scrivo quasi solo di notte, perché è il momento più tranquillo e c’è più tempo. Di giorno c’è il lavoro, la famiglia, tante cose che bisogna fare e che fatalmente distraggono.

Secondo te il digitale è di aiuto o di ostacolo al mondo dell’editoria, nello specifico per quanto riguarda la cultura?

È sicuramente un’opportunità in più, non capisco chi si ostina a pensare il libro solo su un supporto cartaceo.

Come saranno secondo te i libri del futuro?

Chi lo sa. Sospetto che le parole da sole non basteranno più, che un libro dovrà essere più ricco e coinvolgere il lettore non più solo col pensiero e la fantasia, ma anche coi sensi e con le azioni.

Qual è il tuo libro classico preferito?

Me ne vengono in mente tanti, faccio fatica a scegliere. Diciamo che forse prevale la letteratura francese: “Madame Bovary”, “Le relazioni pericolose”, Rimbaud e Baudelaire, “Alla ricerca del tempo perduto”.

Tina Caramanico, dacci un consiglio di lettura. Proponici un romanzo contemporaneo che hai letto di recente e ti è piaciuto particolarmente.

Ho letto qualche mese fa un romanzo che mi ha colpito moltissimo e che consiglio a tutti: “Malacqua” di Nicola Pugliese. Uscì per la prima volta nel 1977 con Einaudi, poi fu inspiegabilmente dimenticato e ora è stato ripubblicato da Tullio Pironti nel 2013, un anno dopo la morte dell’autore. È un libro ricchissimo di senso, di bellezza. Non è facile raccontarlo, ma è breve e prezioso: leggetelo.

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Ti piacciono le serie TV? Se sì, qual è la tua preferita?

L’unica serie che ho seguito con costanza degna di migliori obiettivi è Grey’s Anatomy. Ci piango moltissimo, e tanto di cappello all’autrice (io piango proprio raramente).

Negli ultimi 10 anni abbiamo visto esplodere il fenomeno del selfpublishing. Sembra che tutti in fondo vogliano essere, o quantomeno dirsi, scrittori. Secondo te perché?

Perché ancora resiste, non so come, il mito dello scrittore maledetto, ricco e famoso; e mentre per diventare una star in qualsiasi altro campo bisogna avere qualche talento particolare (per lo meno la bella presenza), per fare “lo scrittore” basta aver frequentato la terza elementare. “Se Mondadori pubblica calciatori e veline semi-analfabete, perché dovrei farmi scrupolo io?” si chiede l’ autore aspirante. A parte gli scherzi, però, il fenomeno del self-publishing va guardato secondo me con grande rispetto: oltre a sfornare le opere per nulla indispensabili di cui sopra, consente anche a qualche scrittore meno commerciale e più originale di farsi leggere, anche se le sue opere non rispecchiano le politiche editoriali delle case editrici tradizionali. L’autoproduzione è uno spazio di libertà che va preservato, perché potrebbe diventare davvero importante, visto che l’offerta degli editori (tolta qualche lodevole eccezione) diventa sempre più uniforme e indistinguibile.

Di cosa tratta il tuo romanzo in uscita?

Di un fantasma che sa molte cose e di una vecchia signora che invece sa molto poco della sua famiglia e del suo stesso matrimonio; di una casa di sole donne e di tante vite, tante storie che si intrecciano, tra passato e presente, tra comicità e tragedia.

Di cosa tratterà il tuo prossimo romanzo?

Di un lungo viaggio, di amicizia, d’amore, del mistero e del senso della vita quando di vita non ne rimane più molta.

Quali sono i tratti fondamentali per delineare un buon personaggio di narrativa, secondo Tina Caramanico?

Se ti fa innamorare o se lo odi, è un buon personaggio.

Quanto è importante leggere per scrivere?

Scrive chi ha letto qualcosa che lo ha illuminato, divertito, emozionato, sperando di creare qualcosa di altrettanto indispensabile e bello. Malgrado i luoghi comuni che circolano, penso che anche un autore mediocre qualche libro l’abbia letto, altrimenti non avrebbe senso la sua aspirazione a scrivere.

Quanti libri leggi in media al mese?

La media normale è un libro a settimana; poi ci sono le vacanze.

C’è uno scrittore (anche della letteratura classica) che ti sta particolarmente antipatico? Se sì, perché?

Mi stanno antipatici tutti i giovani scrittori che scrivono storie di melassa e seducono (vai a capire come) stuoli di ragazzine. Ovviamente è tutta invidia, perché io sono una scrittrice femmina e anzianotta, e nella storia più sdolcinata che ho scritto morivano in quattro, alla fine.

Pensi che le scuole di scrittura creativa possano effettivamente aiutare gli aspiranti scrittori?

Penso che aiutino effettivamente gli aspiranti scrittori che insegnano nelle scuole di scrittura creativa. Di diritti d’autore non si campa, da aspiranti e spesso nemmeno da scrittori.

Quale consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere la carriera di scrittore?

Di lasciar perdere, per carità. Tanto se è un vero scrittore farà di testa sua.

Cos’è che ami di più dell’essere scrittore e cosa odi di più?

Amo scrivere (eggià) ed essere letta. Detesto i mesi di attesa per vedere collocato presso una casa editrice il tuo romanzo. Detesto anche alcune copertine che, dopo mesi d’attesa, ti tocca sopportare.

Qual è stata la cosa nella vita che più di ogni altra ti ha spinto a continuare a scrivere?

Il fatto che ancora respiro.