Lo scrittore Pierangelo Chiolero

Oggi abbiamo intervistato Pierangelo Chiolero, autore valsusino che oltre ad avere tantissime passioni – motociclette, viaggi, montagna, musica, fotografia e narrativa, ha scritto un sacco di libri interessanti!

Pierangelo Chiolero, potresti raccontarci come hai deciso di diventare scrittore?

Sono sempre stato un accanito lettore e, negli ultimi anni, mi era capitato di leggere libri di basso livello qualitativo e letterario, libri editati da grandi case editrici che, evidentemente, prediligevano il “personaggio” al vero scrittore. Questo fatto mi ha irritato per un bel po’ ed è stato uno dei motivi per cui ho deciso di mettermi in gioco dedicandomi alla stesura di un libro. In precedenza avevo scritto poesie. Così all’alba dei cinquantanni ho proposto a una casa editrice il mio primo libro, una raccolta di ricordi d’infanzia che in valle di Susa, dove abito, è piaciuta e mi ha motivato a continuare l’avventura e prepararmi con maggiore impegno al secondo libro. A oggi ho pubblicato 8 libri in nove anni, collaborato ad antologie e partecipato a svariati concorsi letterari vincendone un certo numero.

Quali sono gli autori a cui ti ispiri o che ti hanno influenzato maggiormente?

Mi appassionano i libri di avventura e i grandi classici, fra i quali prediligo Dostoevskij, Zola, Buzzati e molti autori contemporanei.

Qual è il momento in cui preferisci scrivere, la tua atmosfera preferita?

Sicuramente al mattino, specialmente se non c’è nessuno in casa. Scrivo e il giorno dopo rileggo e correggo.

Secondo te il digitale è di aiuto o di ostacolo al mondo dell’editoria, nello specifico per quanto riguarda la cultura?

Nulla è di ostacolo al mondo dell’editoria tranne i pessimi scrittori. Il digitale è uno strumento adatto ai tempi che completa tutto ciò che è cartaceo.

Come saranno secondo Pierangelo Chiolero i libri del futuro?

Saranno più curati nelle vesti grafiche e, mi auguro, con prezzi accessibili.

Qual è il tuo libro classico preferito?

Anna Karenina di Tolstoj.

Dacci un consiglio di lettura. Proponici un romanzo contemporaneo che hai letto di recente e ti è piaciuto particolarmente.

“Coordinate d’Oriente” di Perissinotto.

Leggi Pierangelo Chiolero su Yeerida

Qui sotto potete leggere un racconto di Pierangelo Chiolero, ambientato in tempi passati, ma dal tema attualissimo, in streaming grautito su Yeerida.

Ti piacciono le serie TV. Se sì, qual è la tua preferita?

Non seguo le serie tv. Mi è capitato di vedere alcune volte Monk e mi sono divertito.

Pensi che scrivere sia un’attività più artistica o più intellettuale?

E’ un’attività intellettuale praticata anche da artisti.

Negli ultimi 10 anni abbiamo visto esplodere il fenomeno del selfpublishing. Sembra che tutti in fondo vogliano essere, o quantomeno dirsi, scrittori. Secondo te perché?

Perché è lecito provarci. Poi saranno i lettori, se preparati, a fare le dovute scelte.

Di cosa tratta il tuo romanzo in uscita?

Tratta di una corsa automobilistica storica di inizio Novecento e della prima guerra mondiale.

Quali sono i tratti fondamentali per delineare un buon personaggio di narrativa, secondo te?

Renderlo il più vicino possibile alle persone reali. Il lettore deve immedesimarsi in lui.

Quanto è importante leggere per scrivere?

Leggere per chi scrive è FONDAMENTALE!

Pierngelo Chiolero autore su Yeerida

Quanti libri leggi in media al mese?

Uno o due. Se ho maggior tempo a disposizione aumentano di numero.

C’è uno scrittore (anche della letteratura classica) che ti sta particolarmente antipatico? Se sì, perché?

Non mi sono mai posto il problema se si tratta di uno scrittore serio.

Pensi che le scuole di scrittura creativa possano effettivamente aiutare gli aspiranti scrittori?

Credo di sì. Devono però preparare e NON illudere.

Quale consiglio darebbe Pierangelo Chiolero a un giovane che vuole intraprendere la carriera di scrittore?

Di leggere tanto. Di provare a scrivere raccontini e sottoporli al giudizio di persone competenti. Di non scoraggiarsi e di avere fortuna nella scelta dell’editore (o dell’agenzia letteraria).

Cos’è che ami di più dell’essere scrittore e cosa odi di più?

Amo la creatività che mi invade. Odio le difficoltà del mondo dell’editoria.

Qual è stata la cosa nella vita che più di ogni altra ti ha spinto a continuare a scrivere?

La scrittura è una terapia. Ho riconquistato la fiducia in me stesso e scoperto belle amicizie.

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