Oggi parliamo di libri proibiti, ossia di tutti quei libri censurati nel corso della storia. Basta pensare all’Indice dei Libri Proibiti creato da Papa Paolo IV nel 1559 o ai “roghi dei libri” organizzati dalle autorità naziste nel 1933: la parola scritta può fare paura a certe istituzioni e tanti libri hanno dovuto subire (e subiscono ancora) un vero e proprio calvario.

libri proibiti

Bücherverbrennungen (in italiano “roghi di libri”) i roghi organizzati dalle autorità naziste durante i quali venivano distrutti tutti i “libri proibiti” dal regime.

La Chiesa Cattolica fu la prima a censurare libri, e contemporaneamente all’invenzione della stampa a caratteri mobili, intorno al 1500, fu emanata la prima bolla papale relativa alla censura dei libri stampati. Da allora ad oggi nell’Indice dei libri proibiti sono comparsi tantissimi nomi della letteratura tra cui: Defoe, Dumas, Leopardi, Flaubert, Stendhal e D’Annunzio solo per citarne alcuni.

Ovviamente non fu solo la chiesa a proibire la lettura di certi libri. Il novecento è stato un secolo ad alto tasso di “proibizionismo letterario”. E non furono solamente i tedeschi con i loro Bücherverbrennungen, parliamo anche di libri proibiti da nazioni come Stati Uniti o Gran Bretagna. Dunque se l’Ulisse di James Joyce fu proibito in occidente fino agli anni trenta stiamo parlando di un fenomeno che non ha a che fare esclusivamente con dogmi religiosi o ideologici. La parola scritta fa paura semplicemente perché in grado di destabilizzare tanto l’istituzione più o meno totalitaria quanto la morale più o meno diffusa. La parola scritta fa paura perché in grado di contaminare una mente e propagarsi in altre mille, demolendo opinioni e creandone di nuove.

In questa lista vogliamo elencare tutti quei libri proibiti che oggi sono entrati a pieno titolo nella storia della letteratura. Scrittori che hanno dovuto fare i conti con i censori pronti a zittirli, se non addirittura ad eliminarli, ma che la storia alla fine ha salvato.

Ecco i 10 libri proibiti

“Il dottor Živago” di Boris Leonidovič Pasternak

Il libro, a lungo proibito dal regime sovietico, fu pubblicato la prima volta in Italia nel 1957 e in Russia solo nel 1988. Con questo romanzo lo scrittore russo vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1958. Il testo era considerato dal regime sovietico una pericolosa propagando contro il pensiero socialista e Pasternak divenne senza rendersi conto una sorta di “agente segreto culturale” a servizio dell’Occidente.

“Decameron” di Giovanni Boccaccio

Prima di approdare sui banchi di scuola il Decameron apparve nell’Indice dei libri proibiti e fu per secoli censurato. Inoltre gli uomini di cultura del tempo non approvavano l’uso del volgare, quindi l’opera ebbe successo soprattutto tra le classi borghesi. Molti per avere il testo lo copiavano a mano.

“Il principe” di Niccolò Machiavelli

Il trattato del più famoso ideologico del potere appare nell’Indice dei libri proibiti con Papa Paolo IV, praticamente in concomitanza con la creazione dell’Indice stesso.

“L’origine della specie” di Charles Darwin

Anche la principale opera di Darwin fu oggetto di pesanti censure. Nel 1925 il professore di liceo John T. Scopes fu messo in carcere per aver insegnato la teoria evoluzionistica di Darwin. Inoltre nello stato del Tennessee furono proposte leggi per proibire l’insegnamento della teoria di Darwin nelle scuole fino al 1996.

“Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” di Galileo Galilei

Galileo Galilei è probabilmente il caso più emblematico di censura. Le sue opere furono messe nell’Indice dei libri proibiti e il “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” gli costò addirittura un processo. Fu costretto ad abiurare le sue teorie e fu condannato alla prigione a vita, pena poi mutata in quella dell’isolamento che trascorse a Siena.

“Il richiamo della foresta” di Jack London

“Il richiamo della foresta” di Jack London divenne un libro proibito in Germania dal 1933 al 1945. Visto il luogo e il periodo storico la motivazione è alquanto ovvia: il testo fu ritenuto troppo radicale e socialista dal Führer.

“Il pozzo della solitudine” di Radclyffe Hall

Il testo più famoso della scrittrice britannica nell’Inghilterra puritana degli anni venti era inevitabilmente destinato alla censura. A soli trent’anni dalla condanna di Oscar Wilde “Il pozzo della solitudine fu messo al bando” e l’autrice dovette subire un processo per oscenità, per il semplice fatto che il libro trattasse apertamente il tema dell’omosessualità.

“Tropico del cancro” di Henry Miller

Il capolavoro di Henry Miller fu censurato nel momento stesso in cui fu pubblicato poiché considerato “scandaloso”. Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1961 portò l’autore, esattamente come Radclyffe Hall trent’anni prima, a subire un processo per oscenità in seguito al quale il paese rivide le leggi in vigore sulla pornografia.

“Lolita” di Vladimir Nabokov

A causa della trama esplicita riguardante un rapporto pedofilo il manoscritto di Nabokov fu rifiutato dagli editori per molti anni. Venne pubblicato per la prima volta a Parigini nel 1955 ma il libro fu messo al bando per due anni dal ministro degli interni francese.

“I versi satanici” di Salman Rushdie

Il romanzo dello scrittore indiano ha letteralmente diviso l’opinione pubblica mondiale. Il libro fu considerato dal mondo islamico più ortodosso un insulto al loro profeta al punto che l’ayatollah Khomeini nel 1989 annunciò in radio la condanna a morte dello scrittore per bestemmia. La sentenza, emessa da un autorità religiosa e considerata vincolante per i fedeli, è tutt’ora in vigore e ha portato all’omicidio del traduttore giapponese del libro, al ferimento del traduttore italiano e dell’editore norvegese, nonché a costringere l’autore a vivere sotto scorta.

 

 

 

 

Photocredit Header image: Flickr/Lirning Lark/CC 2.0

 

 

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