Penitenziario di Alcatraz

Nella notte di cinquantacinque anni fa tre detenuti riuscirono a mettere in atto il loro piano di fuga dal penitenziario di massima sicurezza di Alcatraz. Un anno dopo, nel 1963, l’autore statunitense J. Campbell Bruce pubblicò il libro “Fuga da Alcatraz” in cui narrò la famosa evasione insieme ad altre tentate fughe, avvenute nel periodo di apertura del medesimo carcere.

La prigione di Alcatraz

Alcatraz, la prigione situata sulla omonima isola rocciosa della baia di San Francisco, apre i suoi cancelli nel 1934. Nota per l’estrema rigidità con cui venivano trattati i detenuti, è stato il luogo di detenzione dei criminali più pericolosi di quel periodo.
Proprio per la sua struttura architettonica e per la sua posizione, accerchiato dalle acque gelide del Pacifico, le autorità consideravano impossibile riuscire a fuggire dal penitenziario.
Nei 29 anni di attività del carcere più famoso diversi sono stati i tentativi di evasione, ma l’aneddoto più famoso rimasto nella storia del carcere è stata la fuga dei detenuti Frank Morris, John e Clarence Anglin.

Il piano di fuga da Alcatraz

Il piano studiato per fuggire dal penitenziario ha visto un lungo periodo di pianificazione e preparazione portato avanti in maniera attenta e ingegnosa per sfuggire agli occhi delle guardie penitenziarie: a partire dalla scelta di utilizzare dei cucchiai per aprire un varco nel cemento all’interno della loro cella per realizzare la via di fuga lungo i condotti di ventilazione, la creazione di teste finte con garze e cerotti per indurre le guardie a pensare che le celle fossero occupate nelle ore notturne mentre i detenuti lavoravano al piano d’evasione, fino alla costruzione di una zattera e due salvagenti tramite l’utilizzo di 50 impermeabili che gli venivano forniti dalla prigione per proteggersi nelle giornate uggiose durante le ore d’aria.

L’evasione dal penitenziario di Alcatraz

Definito il piano di azione, nella notte tra l’11 e il 12 giugno i detenuti decisero di mettere in atto il loro piano: attraversato il condotto della ventilazione e raggiunto il tetto della prigione riuscirono a evadere dalla prigione. Una volta raggiunte le coste dell’isola si affidarono alle acque gelide del Pacifico con la loro zattera. Da quel momento Frank Morris, John e Clarence Anglin non furono mai più trovati.
I tre detenuti sono stati visti per l’ultima volta svegli nelle loro celle alle 21,30 dell’11 giugno 1962. Nelle ore successive della notte le guardie hanno continuato a controllare, come di consueto, ogni ora le celle, non accorgendosi della loro assenza proprio grazie alla presenza delle teste finte realizzate ad hoc per depistarli. Solo al mattino le guardie si resero conto di cosa fosse successo, trovando sotto le lenzuola insieme alle teste finte dei cuscini. Furono così messi in allerta polizia, elicotteri militari, guardia costiera, che diedero inizio alla caccia all’uomo setacciando gli ambienti del carcere, le coste e le acque che circondano l’isola. La ricerca non ebbe successo, in quanto fu solo rinvenuta la zattera nei pressi di Angel Island. L’FBI giunse così alla conclusione che i tre fuggitivi non sopravvissero alle gelide correnti dell’Oceano.
Insieme a Morris e agli Anglin anche il detenuto Allen West, secondo alcuni pareri la mente del piano, avrebbe dovuto prendere parte alla fuga, ma l’errore di applicare del cemento per ridurre le dimensioni del varco, per non farsi scoprire dalle guardie, gli impendì la fuga. Fu proprio lui che collaborò con la polizia per far venire a galla tutto il processo di pianificazione della fuga portato avanti assieme agli altri tre detenuti.

Fuga da Alcatraz: il libro e il film

Libro Fuga da AlcatrazChe sia stato Morris, West o uno tra i fratelli Anglin la mente del piano, l’intera vicenda è diventata simbolo per l’ingegnosità e attenzione ai dettagli. La vicenda infatti ispirò lo scrittore J. Campbell Bruce che scrisse il libro “Fuga da Alcatraz”, dove raccolse i diversi tentativi di fuga dal penitenziario di San Francisco, dedicando una sezione proprio alla fuga di Morris e dei fratelli Anglin. Successivamente l’opera di Bruce ispirò nel 1979 il regista Don Siegel, che diresse un film con Clint Eastwood come protagonista nel ruolo di Morris, girato proprio nel carcere stesso di Alcatraz, per raccontare questa vicenda avvolta nel mistero e divenuta ormai una leggenda.

“Alcatraz è stata fatta per tenere tutte le uova marce in un paniere solo; e io sono stato scelto appositamente per garantire che non fuoriesca la puzza, da questo paniere. Da quando sono il direttore, pochi detenuti hanno cercato di scappare. La maggior parte di loro sono stati catturati; gli altri sono stati uccisi o sono affogati nella baia. Nessuno è mai evaso da Alcatraz.
E nessuno lo farà!” Dal Film “Fuga da Alcatraz”

 

 

 

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