A quattro secoli dalla sua scomparsa, un’impetuosa kermesse di eventi e iniziative è esplosa in 110 Paesi per omaggiare l’illustre Bardo e la sua irraggiungibile poetica.

Londra, naturalmente, li batte tutti con l’originale progetto che, dal 23 aprile, trasformerà la sua Tube in una sorta di teatro open air shakespeariano. Tutte le fermate della linea metropolitana londinese verranno ribattezzate prendendo in prestito i nomi dei personaggi shakespeariani più celebri: lunedì è uscita la Shakespeare Tube Map, la mappa elaborata da Transport for London in collaborazione con Shakespeare's Globe e noi ci sospiriamo su, aspettando di scendere alla nostra "Porta Nuova".

Londra ci farà rivivere la grande maniera tardo-cinquecentesca, facendoci ritrovare i quartieri dove guerreggiavano Montecchi e Capuleti, uno accanto all’altro sulla ‘Jubilee Line’, rinominata Fathers & Kings Line; Westminster, cuore della politica del Regno Unito, si chiamerà provvisoriamente «Re Lear», sulla mappa compaiono anche L’Emirates Air Line come «Rosencrantz & Guildenstern», i personaggi di Amleto e i tre teatri londinesi dove sono state eseguite le opere di Shakespeare — il Globe Theatre, il Blackfriars Theatre e il Teatro in Shoreditch.

E noi che la poesia riusciamo ad annusarla anche a Porta Susa, partecipiamo al flusso celebrativo dello #Shakespearelives, raccogliendone, sulla nostra piattaforma, le sei più grandi opere.

 

Ora non avete scuse per procrastinare il completamento della vostra biografia shakesperiana.
Su Yeerida trovate i primi tre testi della nostra settimana Shakesperiana, e partiamo dai più importanti:

Mi raccomando leggeteli tutti!

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Per sentirsi hipster post-moderni, piuttosto che yuppie mainstream ingnoranti che leggono ancora Shakespeare, consigliamo di leggere questo articolo ascoltando “All is full of Love”, di Björk. E già che ci siete, provate a incastrare il titolo dell'articolo nella metrica del ritornello.