Si avvicina il 14 marzo e con lui la nostra Beta.
Finalmente ci occuperemo di editoria digitale e daremo un assaggio agli utenti di cosa vuol dire leggere in streaming e fruire di un esperienza di lettura condivisa.
Prima di farlo, ci sembra carino dirvi perché lo facciamo e, soprattutto, dirvi con qualche post che impressioni ci siamo fatti sul mercato editoriale digitale. Chi c'è. Chi manca. E chi proprio non dovrebbe esserci.
Oggi iniziamo con il parlare del mercato dell'Ebook.
Il nostro amico E-book... Sì simile, ma così diverso da Yeerida.
Alcuni editori, quando diciamo loro di volerci occupare di editoria digitale, subito ci incalzano dicendo: "Noi con gli ebook siamo già a posto, sa? Li facciamo già e abbiamo già chi ce li distribuisce."
Ci mettiamo qualche minuto a spiegare loro che noi non facciamo/distribuiamo ebook, bensì mettiamo a disposizione degli utenti il testo, gratuitamente, sul nostro sito, essendo noi un servizio di stream.
L'ebook è attualmente il formato digitale inerente alla letteratura più diffuso fra gli utenti e, secondo i dati forniti dall'AAP - Association American Publishers - nel 2014 ha costituito il 22% del valore di mercato per gli editori, cavalcando un trend di crescita pari al 4.7%, che però è rallentato (secondo i dati Nielsen) di molto nel 2015. Anche nel Regno Unito l'ebook è arrivato a totalizzare un ottimo 2014, forte della spinta propulsiva innescata durante il biennio 2008-2010, anni in cui il New York Times stimava una crescita del 1.260 per cento, lo spostamento dei lettori verso il digitale sembrava dover essere inarrestabile, entro il 2015 l'ebook avrebbe superato le vendite del cartaceo.
E invece...
I trend di crescita sono in forte rallentamento sia in US che in UK. L'Italia, che patisce un ritardo di 3-4 anni rispetto al mercato editoriale globale, vede ora una crescita verticale dei risultati di vendita dell'ebook che nel mondo si sta già appiattendo.
Nel 2014, nel nostro Paese, l’ebook è cresciuto a doppia cifra, ma meno di quanto si ipotizzava, e nel 2015 Allbrain.org asseriva che sarebbe probabilmente arrivato solo al 5% del mercato.
I dati del primo trimestre del 2015 raccolti dall’AAP confermano che le vendite degli ebook hanno subito una decrescita del 10 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente[fonte]. La quota di mercato degli ebook inoltre, rispetto al totale, è rimasta invariata da ormai qualche anno, stabile al 20 per cento.
A testimonianza che la spinta propulsiva consumatosi fino al 2010, un rapporto Nielsen riporta che nel 2015 l'ebook ha raggiunto 12 milioni di lettori digitali, 8 milioni in meno rispetto al 2011. Sempre un rapporto Nielsen, riportato dal New York Times, dice ancora che i lettori che preferiscono i supporti digitali ai libri sono diminuiti del 50 per cento, mettendo a confronto i dati dei mesi del 2015 e con quelli del 2011.
Possiamo infatti affermare che nel 2015 gli investimenti degli editori sono stati maggiormente rivolti alla ristrutturazione dei metodi di distribuzione e di archiviazione dei testi e alla ristampa di libri cartacei. Vedi Penguin Random House. Vedi Hachette e Simon & Schuster. Anche le librerie indipendenti stanno bene e sembrano non patire più così tanto la tanto decantata inarrestabile avanzata dell'ebook. In America, per esempio, sono in forte ripresa: l’American Booksellers Association è passata in 5 anni da 1.610 negozi a 2.227. Il che è un'ottima notizia per il mondo analogico, specie se si pensa che nel mondo digitale vige il monopolio di Amazon che controlla circa il 65 per cento del mercato degli ebook. E scusa se è poco.

Quando si vendono libri veri, cartacei, e quando a venderli sono i librai noi di Yeerida siamo contenti.
Le nostre impressioni sul nostro amico ebook ci hanno indotto a formulare alcune domande. E darci alcune risposte.
L'ebook supererà la carta?
Secondo noi no, altrimenti, scusate, l'avrebbe già fatto.

Acquistare un ebook vuol dire acquistare un libro?
No, di certo. Un libro è un libro con rilegatura, carta inchiostro e tutto il resto. L'ebook è un file. E, diciamocelo, pagare un file non ci sembra carino. Forse non ha caso, alcune delle keyword, più cliccate su siti di download Torrent (siti per scaricare file piratati) sono proprio "pdf", "epub".
L'ebook è letteratura in digitale?
No. Questo noi proprio non riusciamo a farcelo andare giù. Il digitale e l'ipertesto sono concetti ben più complessi (e belli) di quanto l'ebook non voglia risolvere con un solo formato e qualche visualizzatore di pdf, spacciato per lettore digitale. Manca una socialità all'ebook. Manca un senso di comunità e di accesso libero, tipico del digitale e dell'internet. Noi vogliamo credere che la letteratura digitale sia molto più presente nei micro blog, nelle writing platforms, nei social network e via dicendo. Soprattutto la letteratura digitale, come tutto ciò che è in digitale a disposizione di tutti, sempre, deve essere gratis.
Quindi l'ebook è destinato a finire?
Speriamo di no. E' un nostro amico, è tanto carino. I supporti per venderlo e distribuirlo ci sono, è giusto che continuino a esserci e qualcuno che se li compra continuerà ad arrivare. Solo non è la rivoluzione digitale che alcuni si aspettavano, ecco.
Le abbiamo chiamate "impressioni", così non siamo costretti a ostentare una visione oggettiva che non potremmo comunque avere, poiché crediamo fortemente nella potenzialità dell'ipertesto e del contenuto free e open. Ma questa è un'altra storia. E inizia il 14 marzo.